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ISPIRATA DALLE DORSALI MONTUOSE: ARCHITETTURA STRAVAGANTE A LIVO


Le scaglie per facciata e per copertura PREFA e la non linearità tipica della roccia contraddistinguono l’involucro del salone di bellezza del piccolo centro italiano.

L’architettura stravagante del salone di bellezza ubicato nel paesino di Livo, 170 anime in provincia di Como, si ispira alle catene montuose del Settentrione d’Italia. Il tratto distintivo di questo edificio, concepito dall’architetto milanese Claudio Conter per la cugina, è l’assenza di ortogonalità: non c’è una parete che rispetti un angolo di 90 gradi. Il tetto si restringe procedendo verso il retro e si allarga venendo in avanti, il che conferisce una maggiore ampiezza alla vetrata. «Volevamo che la struttura s’inserisse nel paesaggio», sottolinea Claudio Conter, fondatore dello studio di architettura e design «Atelier o7».

Da tre anni Conter ha inaugurato uno studio a New York. Le ispirazioni provenienti dagli Stati Uniti confluiscono anche nei progetti realizzati in patria. «A Milano è stata posta la testata d’angolo della nostra attività internazionale. New York ci apre nuovi mondi e altri mercati. È un luogo straordinario per trovare idee e ispirazioni», spiega Conter. «A New York si punta molto sull’estetica e i requisiti in fatto di qualità dei progetti architettonici sono molto alti», afferma l’architetto italiano, che del modo di lavorare americano apprezza la professionalità con cui si affrontano i processi e il quality management. Settore di occupazione centrale dello studio milanese è la costruzione ovvero la ristrutturazione di edifici in tutta Europa. «Curiamo e realizziamo progetti edilizi, ma anche progetti urbanistici. Nella nostra sede di New York ci siamo specializzati nella progettazione», racconta Conter.

QUALCOSA DI MODERNO, UNICO, STRAVAGANTE

Al progetto di Livo Conter è legato personalmente. Non a caso, la committente è stata sua cugina Arianna Conter. Per il suo salone di bellezza voleva un’idea unica e stravagante. «Qualcosa di moderno», racconta Conter, «per questo ha chiesto a me di realizzare questo progetto. L’idea l’abbiamo sviluppata insieme». Punto di partenza era un edificio preesistente che si voleva rialzare. «All’inizio pensavamo di poggiarci su qualcosa di sommesso, di minimalista, di aggiungere un piano di dimensioni inferiori, dato che l’edificio presente era già molto dominante. Ma poi le cose sono andate diversamente», racconta l’architetto ripensando alla genesi del progetto. Alla fine si è deciso di utilizzare l’edificio presente come fondamento. «Sull’edificio originario abbiamo, dunque, costruito una struttura ancora più grande, simile a un involucro», spiega Conter.

L’INCLINAZIONE DEL TETTO PRENDE SPUNTO DAL MONTE PIN

L’ispirazione l’hanno fornita direttamente le montagne. «Il tetto è articolato con inclinazioni varie, proprio come il Monte Pin, che si vede sullo sfondo. In questo modo l’immobile s’inserisce tanto nel centro storico quanto nel paesaggio montano del Trentino-Alto Adige», dice l’architetto descrivendo la costruzione. «La struttura dell’edificio vive della sua semplicità e termina sul davanti in una grande vetrata da cui si vedono il paese e l’intera valle.»

UNITÀ DI TETTO E FACCIATA

Il progetto pone particolare attenzione alla definizione dei numerosi piccoli dettagli. Per l’architetto, PREFA si è qualificata come «il rivestimento per facciata e copertura ideale». Data l’assenza di ortogonalità, è stata una sfida montare le scaglie della copertura così che tetto e facciata confluissero in un solo corpo. Eppure, grazie alla continuità che si è riusciti a creare fra le scaglie della facciata e della copertura per merito dell’esclusivo sistema PREFA, quest’unità c’è.

UNA VERA SFIDA

Per la posa in opera l’architetto ha chiamato il lattoniere Adriano Busetti, titolare in seconda generazione dell’azienda di famiglia. «La posa delle scaglie del tetto è stata una vera sfida perché qui non abbiamo a che fare con un tetto convenzionale. Ciò nonostante, con l’aiuto di PREFA, ce l’abbiamo fatta a realizzare l’idea estetica dell’architetto», spiega Adriano Busetti. La scelta del lattoniere è ricaduta per la prima volta sulla scaglia PREFA 44 × 44. «È l’elemento di piccolo formato ideale per attuare il passaggio fluido fra tetto e facciata», spiega e aggiunge «Data l’assenza di ortogonalità nell’edificio si è trattato di un lavoro molto impegnativo. Per giunta non avevo neppure un piano di posa dell’architetto, ma ho disegnato io a mano ogni singolo dettaglio.» In montagna anche la resistenza alle intemperie riveste un ruolo di primo piano. I prodotti PREFA presentano un’alta sicurezza ai carichi di vento. Il fatto che ogni singolo elemento del tetto e della facciata sia ancorato agli elementi contigui e fissato con graffette li lascia indifferenti persino a tempeste con una forza di 235 km/h.

SCHEDA PRODOTTO: SCAGLIA PREFA 44 × 44

MATERIALE

alluminio preverniciato, spessore 0,7 mm

COLORE

P.10 grigio pietra

PESO

2,6 kg/m²

DIMENSIONI

437 × 437 mm (copertura utile)

SCHEDA PRODOTTO: SCAGLIA PREFA 44 × 44

MATERIALE

alluminio preverniciato, spessore 0,7 mm

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437 × 437 mm (copertura utile)

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